San Miniato

località caratteristica della campagna Toscana, sorge sulle colline del Valdarno Inferiore, e ai suoi piedi si distendano le frazioni e le principali località (San Miniato Basso, Ponte a Egola, San Donato, San Romano, Stibbio, Molino D’Egola, Cigoli, La Catena, La Scala, Isola, Roffia, Ponte a Elsa, Corazzano, Balconevisi, Cusignano, La Serra) che fanno parte del suo Comune .
Conosciuta come Città delle XX Miglia, per la sua posizione favorevole ed equidistante dalle varie Province toscane, è possibile considerarla, grazie alla sua capacità ricettiva, dove poter rilassarsi nell’entroterra toscano, un punto di alloggio per i propri soggiorni, dato che sono facilmente raggiungibili le città di Pisa, Firenze, Lucca, Siena, Livorno, Prato, Pistoia, ma anche Borghi Medioevali come San Gimignano, Volterra, Certaldo ed altri.
La facilità del muoversi nei dintorni di San Miniato è dovuta anche alla vicinanza alla Strada Grandi Comunicazioni (FI-PI-LI) e ai vari trasporti pubblici, come la Stazione di San Miniato Basso e le varie linee di autobus.

Il Nome

ha origine dalla Chiesa costruita dai Longobardi nel 783 dedicata al martire Miniato, da allora la cittadina è divenuta borgo.
Le sue origini però si trovano più indietro, ai tempi degli Etruschi e dei Romani; la città, infatti, ha dei reperti storici che lo testimoniano, come la necropoli di Fontevivo e gli scavi di Montecalenne e Montappio.
San Miniato è parte della storia, già nel 962 il suo nome inizia ad essere importante, in quanto, con l’edificazione del castello da parte dell’imperatore Ottone I, diviene sede dei Vicari Imperiali, con giurisdizione su tutto il territorio toscano.

Qui sono nati e passati personaggi illustri, che hanno lasciato il loro segno: uno dei più imponenti è il Convento dei Francescani, fondato da San Francesco, quando di ritorno da Pisa, si formò a San Miniato, nel 1211.

Tra gli imperatori che risedettero nel borgo (Enrico VI Ottone IV) sicuramente il più ricordato dai sanminiatesi e Federico II. Il quale fece costruire la Rocca, a lui intitolata, nel 1236.
Quest’area è la più alta e centrale della città ed è anche l’edificio che la rappresenta. Secondo gli storici, questo luogo è stata la prigione e la tomba di Pier delle Vigne.

Nell’anno in cui la Rocca fu innalzata,San Miniato era fazione Ghibellina, ma entrò a far parte della lega Guelfa nel 1291, dopo essersi ribellata al dominio di Carlo d’Angiò e costituendosi come libero Comune. Subirono un secondo dominio, quello dei fiorentini, ed un terzo da parte degli spagnoli, a cui si ribellarono nuovamente grazie a Ferrucci che riportò Firenze in auge. Ma, sotto Carlo V il dominio fiorentino cessò e San Miniato divenne, dopo varie autorità, una delle città della Toscana Medicea, sotto la Famiglia Grifoni.

La Città

nominata tale da Cosimo II nel 1620, divenne sede vescovile con il consenso di Papa Gregorio XV.
Nel 1797 San Miniato ospita Napoleone I, in visita allo zio Filippo. Si fermerà nella città per tenere consiglio di guerra.
Nel 1925 diventa provincia di Pisa.
Iniziano gli anni della II Guerra Mondiale: la città ne uscirà gravemente lesa.
La ferità più grande risiede nel centro della città; testimonianze ricordano l’inizio della ritirata dei tedeschi, che fino a quel momento avevano invaso San Miniato. I cittadini furono radunati nel Prato del Duomo dopo che un ufficiale tedesco aveva demandato al Vescovo Giubbi l’ordine di richiamare la popolazione, dato che la città era in grave pericolo. Il 22 luglio del 1944, la Cattedrale fu bombardata e con lei trovarono la morte oltre 50 vite.