Di Carnevali è pieno il mondo e anche in Italia, in tutte le regioni, da Nord a Sud, ci sono esempi illustri, alcuni che affondano le radici in un passato lontanissimo; in Toscana, senza ombra di dubbio, il più famoso è quello di Viareggio, con i suoi grandi carri allegorici. Qui a San Miniato il Carnevale inizia ad avere una sua storicità a partire dagli anni ‘30-‘40 del ‘900, con le famiglie che organizzavano feste in maschera, ma fu dopo il “passaggio della guerra” che la voglia di “dimenticare” e di ricostruire fece sì che il Carnevale si imponesse come una tradizione anche nella città della Rocca. Nei palazzi storici, nei circoli ricreativi, nelle parrocchie, dovunque c’era voglia di divertirsi; il famoso teatrino del convento dei padri domenicani fu scenario di piccoli, ma importanti, spettacoli allestiti per far divertire grandi e piccini. A partire dagli anni ’50, il circolo ricreativo “Angelo Cheli” -da poco restaurato e affrescato dal Professor Dilvo Lotti- cominciò a ospitare i primi veglioncini di Carnevale nel corso dei quali i bambini sfilavano davanti ad una giuria che assegnava un premio alla maschera più bella.

In questo modo vennero gettate le basi di quella che sarebbe diventata una delle caratteristiche del futuro Carnevale dei Bambini : la competizione tra le maschere e la conseguente premiazione della migliore. Sempre nei locali del Circolo Cheli, si svolgeva la cosiddetta “Festa della Pentolaccia”, dedicata alle famiglie: mentre i genitori gareggiavano per spaccare la pentola ed assicurarsi il premio contenuto, i bambini facevano incetta di caramelle e coriandoli caduti a terra. Dal 1971, in seguito ad un’idea del Professor Dilvo Lotti, che egli stesso ricorda nel suo libro San Miniato vita di un’antica città: «Da cosa nasce cosa, la Festa degli Aquiloni ha la sua prima edizione nel 1968, ed essa ha generato le altre manifestazioni a carattere popolare creativo…» primo fra tutti il “Carnevale dei Bambini”. L’idea di Dilvo Lotti era di dare ai bambini un carnevale speciale, divertente ed artistico al tempo stesso : buoi guidati dai contadini della campagna e trattori agricoli per trainare i carretti caratteristici, dipinti a mano dagli artisti sanminiatesi come Giolli, Giannoni, Marchesi (Tropei) e, ovviamente, da lui stesso, ai quali si aggiunsero nel tempo Macchi, Mori, Olivo e tutti coloro che avevano capacità creative.

Il Carnevale dei Bambini del centro storico di San Miniato fu il primo carnevale vero e proprio nel nostro comune, capace di attirare tutti i bambini del comprensorio. Iniziò così un’epoca carnevalesca che durò oltre dieci anni, durante la quale i principali protagonisti erano gli alunni delle scuole con i loro insegnanti, ai quali ogni anno era affidato un tema diverso da interpretare in maschera con la propria scolaresca, per finire danzando insieme intorno a “RE CARNEVALE” prima che venisse bruciato. Il tradizionale rogo di “RE CARNEVALE” fu ripetuto fino al 2000, quando per motivi di sicurezza si è dovuto interrompere questa usanza, che nelle intenzioni degli organizzatori era nata per simboleggiare la fine dei festeggiamenti carnevaleschi e l’inizio della quaresima.

I bambini delle scuole erano i protagonisti anche dei manifesti del Carnevale, che dipingevano e che poi venivano esposti nei negozi del Centro, altra novità assoluta ideata dal Prof. Lotti per il Carnevale dei Bambini. Alla realizzazione di questi partecipavano anche i pittori famosi della zona : i loro manifesti, vere e proprie opere d’arte, venivano venduti all’asta –svolta nella sala degli affreschi del Circolo Cheli- sempre molto seguita da collezionisti e amatori della pittura. Il ricavato serviva per sostenere le spese del carnevale, considerato che, sin dagli inizi è sempre stato a costo zero per tutti i partecipanti. Dal 1983 i buoi vennero sostituiti del tutto dai trattori, ma la tradizione “dei carri” continuò. Anche a San Miniato Basso si iniziarono a costruire strutture da trainare per le sfilate alla Casa Culturale, come pure a La Scala, a Roffia, a La Serra e a Isola : comitati carnevaleschi che si univano poi alla sfilata nel Centro Storico di San Miniato. In quegli anni la gestione del Carnevale, sempre con la “soprintendenza” del Prof. Lotti, venne coordinata direttamente dal comune, per motivi sicurezza e ordine. Piano piano però il punto d’attrazione carnevalesco si trasferì alle frazioni di San Miniato Basso, La Serra e San Romano, facendo perdere al Centro Storico gran parte del suo valore e della sua tradizione. Nel 1993 la Pro Loco, che fino ad allora aveva collaborato con i precedenti organizzatori, decise di segnare il cambiamento, di dare una nuova piega a questa manifestazione storica : si ritornò “alle origini” , con la classica sfilata che si concludeva all’interno dei locali del circolo Cheli e la consueta e caratteristica premiazione delle maschere più belle. I carri venivano costruiti da volontari nei locali di quelli che erano i vecchi macelli e facevano bella mostra di loro stessi lungo le vie cittadine nel corso della sfilata nell’ultima domenica di carnevale.

Dal 1999 fino al 2007 San Miniato ritrova il suo spirito con la grande collaborazione delle famiglie della città che inizieranno una battaglia a colpi di maschere. Infatti insieme ai bambini, sempre protagonisti, iniziano a sfilare anche i genitori. San Miniato si divide nelle sue storiche contrade SCIOA, CENTRO e COLLINE, alle quali si uniranno ben presto altri gruppi cittadini, come ad esempio I DONATORI DI SANGUE. Si arriva così ai giorni nostri, quando il Carnevale dei Bambini continua a vivere nel ricordo dei primi anni, gettando sempre uno sguardo al futuro e mantenendo vivo il tipico spirito del Carnevale: divertirsi e stare insieme. Nonostante il cambiamento generazionale la Pro Loco di San Miniato, con l’appoggio della cittadinanza e dell’amministrazione comunale, continua ad essere l’ente organizzatore di questo importante evento della vita della nostra Città.

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